Imparare ad andare sullo skateboard a 33 anni

Lo skateboard è una figata. Lo dico perchè lo sto vivendo a tutto spiano in questi giorni. A quasi 33 anni. Pieno di quei piccoli acciacchi che ti vengono quando fai sport. Il ginocchio, e il dito del piede, e l’acido lattico e la schiena. La lista è lunga, lunghissima.

Qualche mio amico mi ha chiesto come mai io abbia deciso di provare la tavola e la risposta ufficiale è stata la seguente: da 2/3 anni disegno cose ispirate al mondo dello skate, illustrazioni per stampe e apparel, ma non avevo nessuno in grado di darmi una mano nella realizzazione di foto e video. Avevo bisogno di un essere umano che sapesse skeitare decentemente.

La verità è un’altra, non ve lo nascondo. Io morivo (!!!) dalla voglia di provarci. Lo skate è un mio grande progetto incompiuto, da quando l’ho ricevuto da bambino. la mia prima tavola era veramente una cosa improponibile e la usavo male, molto male. Me la regalò mia madre ritornando da un viaggio di lavoro. Si sa, le mamme tengono alla sicurezza dei loro bagarozzi e per questo sacrificano sempre quanto di buono ci sia nei giocattoli che comprano per loro. Tant’è che alla fine ho mollato tutto per giocare a calcio e per quelle cose li che fan tutti. Non so neppure che fine abbia fatto quel pezzo di legno marcio.

Oggi, con la consapevolezza che finire quello che si è iniziato da un forte senso di appagamento sono salito maldestramente su di un cruiser da pochi euro, di quelli che vanno di moda tra banchieri milanesi e hipster spiantati, e queste sono alcune delle considerazioni che posso fare, al momento.

Primo, si cade, e tanto

Torni indietro nel tempo a quando ti sbucciavi il ginocchio con la bicicletta. Solo che ora peso almeno 3/4 volte di più e quando cado sembra che ogni osso del mio corpo vada a sbattere sul cemento. Le prime cadute, poi, innescano quella sensazione orribile di vergogna mista a frustrazione: un adulto goffo che cade suscita ilarità, o no?! Lo credevo, ora non più. Se immagino me stesso a guardare un adulto che si cimenta in qualche rampa, cadendo rovinosamente, lo rispetterei sicuramente. Ci vuole fegato!

Per cui inutile dire che superato il primo momento di empasse inizi a fregartene. Ti interessa solo di capire come mai sei caduto, dove puoi migliorare. Questo, credo sia il miglior insegnamento che questo sport ti possa dare: quando cadi ti rialzi e riparti, cercando di non fare lo stesso errore. Magari cadi di nuovo, non è un problema. Non sei morto e puoi riprovarci.

Andando oltre le cadute e le rivelazioni filosofiche, a skeitare ci si diverte tantissimo. Ti sale l’adrenalina, prendi tanto sole (e stai all’aperto!), smetti di ragionare e lasci parlare il tuo corpo. E qui arriva il punto numero due: lo skateboard è uno stile di vita.  Se vai su internet lo fai per vedere qualche nuovo trick, oppure per cercare quella tavola che ti ha stregato fin dal primo giorno. Basta cazzate su facebook, o quasi. Ti vesti alla mano, comodo, pronto ad affrontare qualche nuovo spazio skeitabile.

In conclusione? guardate la mia faccia qui sotto, parla da sola 🙂

 

beardastic | Merlin at Honolulu beach

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