The Cool Orange alle Grazielliadi 2017 – Ed. la CapRicciosa

gara di lentezza alle grazielliadi

Uno degli appuntamenti che fanno bella la bergamasca sono senz’altro le Grazielliadi. Di cosa si tratta? Beh, è una competizione nello stile “Giochi senza frontiere”, nella quale mezzo centinaio di coppie si sfidano in prove più o meno pazze, questo però in sella ad una bici Graziella. Divertente? Si. Pericoloso? Dipende come lo affronti. Le iscrizioni sono sempre aperte anche ai bambini, purché muniti di casco. E ti fanno firmare una liberatoria nel caso tu ti faccia male. Per il resto poi puoi fare come ti pare; mangiare e bere mentre guidi, travestirti in maniera carnevalesca, scattare fotografie, come ho fatto io.

Di che bici stiamo parlando

La Graziella è una bici pieghevole inventata negli anni 60 per far fronte al problema sempre crescente della mobilità nelle città più grandi. Si tratta in particolare di una bici con ruote di dimensioni inferiori ai 20″ (pollici) e dotata di cerniera sul canotto del telaio, con la quale puoi piegare la bicicletta e riporla comodamente dove vuoi, più o meno. Molti di quelli che come me sono nati almeno negli anni 80 si ricordano bene di questo mezzo alternativo alle ben più blasonate BMX, e alle leggendarie Saltafoss. Parliamo di un mezzo di acciaio di bassa lega, destinato inesorabilmente ad arrugginire e bello pesante, ma proprio per questo motivo duttile e facilmente aggiustabile (dal vostro fabbro di fiducia, chi non ne ha uno!).

impennata su Graziella
Particolare in bianco e nero di una impennata su Graziella

La competizione

Dicevo prima che le Grazielliadi sono una sorta di Giochi senza frontiere, ma in sella ad una Graziella. Bon; la competizione si è suddivisa negli anni in 4/5 gare di abilità che vanno a toccare le caratteristiche che dovrebbe avere ogni buon graziellaro.

E infatti la prima gara nell’edizione 2017 è stata quella di ciclo-cross. In pratica: a staffetta vince chi arriva primo gareggiando lungo un circuito misto asfalto/ghiaia/terra/erba. Tosta a livello fisico e mentale. Molto bella. Ma quando sei li stanco che vuoi riposare dieci minuti parte subito la seconda gara, un vortice di lentezza ripetuto tre volte, dove a turno i gareggianti si sfidano per non cadere, è il rest-in-pe, che io ho soprannominato rest in peace, mi fa ridere come cosa.

Veniamo però alla gara successiva, altra prova di resistenza, la scalata del piccolo Stelvio, questa volta in salita e a coppie. Inutile dirlo, è la sfida che è risultata la più pesante a livello fisico. per noi che avevamo già dato molto nel ciclo-cross è stata una mazzata sulle ginocchia. per cui va beh, sorvoliamo sull’esito.

Infine, dulcis in fundo, altra vecchia conoscenza. Una delle gare che nelle mie quattro partecipazioni ho sempre visto: la gara di lentezza. Le regole sono molto simili a quella del rest-in-pe, ma questa volta si gareggia in due. Serve una dose doppia di equilibrio, dunque.

Il video che racconta tutto in 8 minuti circa

Più che descrivere a parole le mie Grazielliadi era mia intenzione realizzare un video di come è andata la competizione per noi del team dis-grazia. Eccoli qui di seguito. Spero vi piaccia (e si, sono un fan di Wes Andreson)

Breve video di quanto ha combinato il team dis-Grazia quest’anno. Sponsor tecnico e produzione del video by The Cool Orange

Cycling is Freedom

Dove reperire ulteriori informazioni

Pedalopolis: è l’associazione di Bergamo che organizza le grazielliadi. Gestisce direttamente le officine popolari presenti in bergamasca. Link al loro sito cliccando qui

Bikefellas – quelli delle bici: è un collettivo di ciclisti, meccanici e gonfiaruote; è un officina e un negozio per biciclette che cercano una semplice riparazione o una nuova vita. Link al loro sito cliccando qui

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